Cartelloni pubblicitari: mezzi di comunicazione senza tempo

Cartelloni pubblicitari: il mezzo di comunicazione per eccellenza

Vi siete mai chiesti come sono nati i cartelloni pubblicitari e come si sono evoluti?

Quella della cartellonistica pubblicitaria, senza nessun dubbio, è una delle prime forme pubblicitarie che hanno fatto la storia.

Sappiamo tutti che la pubblicità occupa un ruolo centrale nella società di oggi.

Siamo continuamente e costantemente esposti a spot di ogni tipo, dalle informazioni su nuovi prodotti, agli eventi, alle aperture di nuovi locali.

Li vediamo ininterrottamente senza quasi rendercene conto, ciò nonostante la nostra mente registra ogni messaggio, rendendo i cartelli pubblicitari senza tempo!

Andiamo a vederne nel dettaglio l’evoluzione storica e la sua importanza.

Le origini dei cartelloni pubblicitari: il manifesto

L’origine del manifesto è strettamente collegata al processo di industrializzazione.

Nella seconda metà dell’800 nascono le prime produzioni in serie e, di conseguenza, il bisogno di catturare l’interesse della piccola e media borghesia.

Inoltre, nelle metropoli, si stavano diffondendo teatri e locali notturni, con un gran numero di spettacoli ed eventi da pubblicizzare.

Gli editori iniziano a comprendere la valenza delle illustrazioni, perché l’immagine riusciva ad attrarre anche le persone più distratte grazie alla forza dell’impatto visivo.

D’altra parte un manifesto deve colpire come “un dito nell’occhio”!

Jules Chèret e Henri de Toulouse-Lautrec: i padri del cartellone pubblicitario

Jules Chèret e Henri de Toulouse-Lautrec possono essere definiti i padri e precursori di quello che oggi è la cartellonista pubblicitaria.

Il primo fece in modo di avvicinare l’arte alle masse, dando all’illustrazione un’importanza addirittura maggiore rispetto al testo.

Il secondo perché iniziò ad utilizzare uno spettro di colore sempre più ampio, rendendo il manifesto quasi magnetico. Fu anche il primo ad introdurre la figura femminile nelle sue locandine, mettendone in risalto le forme e la sinuosità.

L’arte del manifesto in Italia

In Italia, la cartellonistica pubblicitaria, trova nella città di Milano le condizioni perfette per il suo sviluppo e diffusione.

La collaborazione tra il pittore e pubblicitario tedesco Adolf Hohenstein e l’editore musica Giulio Ricordi, sancisce l’inizio di una nuova era, sotto la direzione artistica delle Officine Grafiche Ricordi.

È esattamente in questo momento che nasce la ricerca, grazie ad artisti del calibro di Leonetto Cappiello, Aleandro Terzi e Marcello Dudovich, di un linguaggio grafico e verbale per l’ideazione di cartelloni murali, cartoline postali, pubblicazioni su riviste, annunci e libretti d’opera.

L’evoluzione dei cartelli pubblicitari nel ‘900

cartelloni pubblicitari

Agli inizi del 900 si iniziano a percepire gli effetti della seconda rivoluzione industriale, quindi inizia ad essere importante sia il mercato e l’industria che il modo in cui il pubblico percepisce il prodotto.  Molto simile a quanto facciamo oggi.

Inoltre è proprio in questo periodo che nascono i veri e propri slogan e i cartelloni vengono usati come reale mezzo propagandistico.

Pensate che durante le guerre mondiali, i cartelloni, venivano utilizzati per comunicare al popolo gli sviluppi e gli esiti della guerra stessa. I nemici venivano raffigurati in forma ritrattistica e con la stessa ironia gli slogan invitavano il popolo a non demoralizzarsi.

Tra i più famosi e celebri ricordiamo il manifesto che recitava “Keep calm and carry on”, quelli di Henry Van de Velde che univa il testo scritto a composizioni astratte o le opere di Alessandro Terzi che ritraggono animali intenti incompostamente tipici degli esseri umani.

Il manifesto in Italia nella seconda metà del ‘900

Dopo il largo utilizzo della cartellonistica pubblicitaria a scopo politico e propagandistico, negli anni ’50, il manifesto torna a concentrarsi sul commercio e sui nuovi prodotti del mercato.

Con la nascita della RAI assistiamo ad un incremento ancora più forte, ma soprattutto ad un’unione tra pubblicità statica e dinamica.

Pensate ad Armando Testa, l’autore dei manifesti più iconici dell’epoca e i filmati pubblicitari più celebri: quelli del Carosello: dall’ippopotamo Pippo per Lines a Caballero e Carmencita per caffè Paulista.

Il mondo della cartellonistica, anche dopo la chiusura di Carosello nel 1977, continua a essere un grande supporto alle reclame della televisione.

Nasce la shockvertising, che vede come protagonista e precursore il fotografo Oliviero Toscani.

Toscani utilizza uno stile provocatorio, dissacrante e anticonformista ed è grazie a lui che i consumatori iniziano ad essere trattati come persone dotate di senso etico e giudizio.

Il protagonista indiscusso è l’impatto emotivo.

 Si inizia a pensare al brand non più solo come qualcosa che vuole vendere un prodotto o servizio, ma come qualcosa che lancia un messaggio sociale, fuori da stereotipi e pregiudizi, incoraggiando il proprio pubblico a pensare e a essere creativo.

I cartelloni pubblicitari oggi

Oggi, nell’era del web e dei social media, la cartellonistica pubblicitaria è ancora importante?

La risposta è SI!

La pubblicità Out of Home ha ancora un ruolo primario nell’advertising.

Non è più l’unico mezzo per fare pubblicità, ma ne è il cuore.

Se da un lato si è persa la produzione artigianale, dall’altro è cresciuta notevolmente la componente creativa.

Proprio da questa dipende la capacità di attirare e interessare i potenziali clienti. L’impatto visivo dall’800 a oggi rimane il nucleo del cartellone, che deve essere in grado di trasmettere il messaggio del brand in modo più incisivo e diretto.

Se il cartello pubblicitario di grande formato rimane riservato ad aziende più grandi, per motivi di budget è anche vero che il costo più contenuto dei formati più piccoli permette a tutte le tipologie di imprese di diffondere il proprio messaggio a più persone possibili.

Cartelloni pubblicitari

Se siete arrivati a leggere tutto l’articolo, sicuramente avrete capito quanto la cartellonistica pubblicitaria sia stata importante per l’arte e la storia e quanto lo sia ancora adesso.

Avrete capito anche il valore fondamentale di una strategia costruita ad hoc.

Diendi è qui per chiarire ogni dubbio, vuoi sapere come possiamo aiutarti a rendere autorevole il tuo brand grazie ai cartelloni?

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